Programma

PROGRAMMA PER IL MUNICIPIO III

 

1) TMB via salaria

L’impianto di selezione e trattamento di via Salaria 981 ha lo scopo di separare la frazione secca, ad elevato potere calorifico, dei rifiuti indifferenziati da quella umida. La frazione secca viene così trasformata in “combustibile derivato dai rifiuti” (il cosiddetto CDR, destinato al recupero energetico in impianti di termovalorizzazione), mentre la parte umida viene invece trattata per essere trasformata in “frazione organica stabilizzata” (FOS), un materiale organico igienizzato utilizzato prevalentemente nelle attività di copertura delle discariche.

L’impianto, che ha una capacità di trattamento di 750 tonnellate di rifiuti al giorno, si compone di cinque sezioni, corrispondenti ad altrettante fasi della lavorazione:

  • l’area della ricezione
  • l’area della selezione e della produzione di CDR
  • l’area dell’igienizzazione
  • l’area della raffinazione
  • l’area della filtrazione dell’aria

L’impianto crea gravi problemi di carattere ambientale in quanto da esso scaturiscono odori nauseabondi che si riversano su tutto il limitrofo quartiere di Villa Spada, con grave nocumento per i cittadini ivi residenti che hanno ripetutamente protestato e si sono organizzati in comitato per sostenere la loro richiesta di ricollocazione dell’impianto in altro luogo.

Sia l’attuale amministrazione che tutte le amministrazioni precedenti (compresa quella di Alemanno) nonché l’AMA che è la proprietaria dell’impianto, riconoscendo i disagi causati, si sono impegnate affinché tale impianto fosse trasferito in un’area di minor impatto sociale, annunciando di volta in volta date di chiusura dell’impianto stesso (l’ultima, il 31 dicembre 2015) che però non si sono mai concretizzate.

E’ necessario rilocalizzare questa struttura in un’area ove crei minori problematiche.

 

2) Emergenza Baraccopoli

I più colpiti sono i quartieri di Sacco Pastore, Conca d’Oro e Vigne Nuove dove nomadi e rifugiati hanno eretto vere e propri accampamenti abusivi realizzati con tende, teli plastificati e materiali di scarto di ogni genere.

E le conseguenze di queste presenze si fanno subito sentire. Infatti nelle zone dove insistono gli insediamenti abusivi si registrano sensibili aumenti di furti negli appartamenti e nelle auto.

Inoltre le persone dichiarano di essere preoccupate per la loro sicurezza tanto da evitare di uscire la sera o comunque da organizzarsi di uscire in gruppi, specialmente le donne.

Non sono rare infatti le situazioni di disagio alle quali chi vive nelle zone interessate è costretto a sopportare: donne che defecano tranquillamente sui marciapiedi, anche in prossimità delle scuole; zingari che rovistano indisturbati dentro i cassonetti; stranieri che in branchi consumano in strada alcolici spesso urlando e litigando fra di loro.

Spesso, di notte, coloro che vivono in queste baraccopoli accendono fuochi nei quali bruciano di tutto ed in particolare copertoni di auto, producendo in questo modo fumi tossici che rendono l’aria di Sacco Pastore e Conca d’Oro irrespirabile.

Diversi gli interventi effettuati volti allo sgombero dei suddetti campi nomadi abusivi.

Fra gli ultimi interventi, quello realizzato verso la fine di gennaio nei pressi della stazione Nomentana, in via Val D’Aosta, nel quartiere Sacco Pastore.

L’ultimo è stato operato l’11 febbraio nei pressi della stazione Conca d’Oro, dove per ripristinare la legalità sono intervenuti gli agenti del commissariato di zona insieme ai funzionari della Polizia Municipale.

Il problema comunque resta in vita, ed è estremamente grave, perché senza un piano di identificazione e di allontanamento delle persone che vivevano in queste baraccopoli, le stesse si spostano semplicemente in altre zone limitrofe dove realizzano nuovamente altre baraccopoli per poi, dopo non molto tempo, ritornare a rioccupare le zone dalle quali sono state allontanate, come già accaduto nei due interventi sopra descritti.

 

3) Manutenzione Strade e Marciapiedi

Come in tutta Roma, ma in maniera molto più accentuata, la situazione della manutenzione delle strade e dei marciapiedi è estremamente critica ed è molto sentita dalla cittadinanza che continuamente chiede interventi di ripristino che non vengono quasi mai effettuati.

In particolare i cittadini lamentano i disagi relativi al cattivo stato dei marciapiedi ove, non raramente, a causa delle buche e del loro ammaloramento si registrano cadute rovinose, in particolare per gli anziani.

Dovranno essere attuati interventi urgenti entro i primi cento giorni di governo.

Le ditte che dovranno effettuare scavi per i servizi vari dovranno concordarlo con la pubblica amministrazione con un anticipo di almeno sei mesi cosi da coordinare in uno scavo unico diversi interventi in modo da ridurre i disagi ai cittadini.

 

4) Parco delle Valli

E’ una importante area verde protetta che insiste nella zona dei quartieri Conca d’Oro/Montesacro/Saccopastore.

Grande polmone verde nonché importante area lucido/sociale del Municipio III, sottoposta anche alla competenza dell’ente RomaNatura, versa in uno stato di semiabbandono.

Scarse le aree gioco; vi esiste un’area cani lasciata all’autogestione dei frequentatori; percorsi sportivi realizzati ma in cattivissima manutenzione; impianto di irrigazione realizzato ma mai entrato in funzione; presenza di baraccopoli abusive di sbandati, extracomunitari, zingari; scarsa e non sufficiente la pulizia.

E’ assolutamente necessaria una sua riqualificazione che dovrà prevedere l’installazione di nuove attrezzature sportive, una nuova area giochi per i bambini ed un controllo più attento per evitare il fenomeno delle baraccolopi.

 

5) Ponte Ciclo/Pedonale fra i quartieri di Sacco Pastore e Conca d’Oro

La realizzazione di questo ponte ciclo/pedonale è prevista fin dai primi progetti per la costruzione della linea della metropolitana “B1”.

Fondi stanziati, progetto presentato ed in fase avanzata, ma nonostante questo i lavori (annunciati diverse volte in pompa magna specialmente dall’uscente amministrazione comunale e municipale) ancora non sono cominciati e non se ne conosce la data di inizio.

Questo ponte, che permetterebbe di scavalcare il fiume Aniene fra Sacco Pastore e Conca d’Oro, consentirebbe in particolare ai cittadini del quartiere Sacco Pastore (circa 12.000 persone) di poter raggiungere facilmente la stazione della metropolitana “Conca d’Oro” percorrendo poche centinaia di metri a piedi anziché gli attuali due kilometri.

Intervento di notevole impatto sociale nella zona indicata.

Sarà necessario sbloccare immediatamente i lavori che attualmente sono fermi.

 

6) Manutenzione delle sponde del fiume Aniene e realizzazione di una Ippovia.

Le sponde del fiume Aniene sono allo stato brado, abbandonate ormai da anni senza alcun intervento di manutenzione.

L’unica manutenzione viene effettuata dal titolare del circolo ippico “Il Ranch”, concessionario demaniale di un tratto di greto del fiume, che contro la burocrazia, gli extracomunitari ivi presenti nelle baraccopoli, e con proprio denaro e personale tenta di mantenere fruibile e decorosa l’area del lato destro del fiume (fra il ponte Tazio e via Salaria).

La cattiva manutenzione ed il mancato intervento degli enti preposti causano un estremo degrado dell’area che potrebbe essere invece un sostegno ambientale importante per le zone nelle quali insiste.

La stessa potrebbe anche ospitare, con minimi interventi e spesa estremamente contenuta, una Ippovia che consentirebbe di realizzare un importante servizio ambientale/sportivo ai cittadini nonché di creare un presidio ambientale automatico e gratuito contro gli insediamenti abusivi, contro il degrado, contro le discariche abusive.

 

 

7) Discariche abusive nell’area verde protetta Parco della Marcigliana

L’area della marcigliana è un’amplissima area verde protetta a parco naturale.

Si estende maestosa fra via Salaria e via della Bufalotta, fino a giungere al confine con il comune di Monterotondo.

In essa è presente l’antica città pre/romana di Crustumerium, ora area di importanti scavi archeologici.

L’area ospita numerose specie animali e vegetali rare e protette.

Purtroppo il Parco della Marcigliana versa in un pietoso e vergognoso stato di abbandono.

Le strade che lo attraversano sono disastrate e pericolose, con il manto stradale quasi un ricordo del passato.

In questa importante zona naturale e culturale a fare da padroni sono le discariche abusive ove chiunque indisturbato riversa di tutto e di più in disprezzo di qualsiasi tutela del parco.

Calcinacci, materassi, mobili in disuso: questi solo alcuni degli oggetti che quotidianamente vengono abbandonati ai margini della strada all’interno del Parco della Marcigliana.

Le troppo poche guardie forestali presenti non riescono a contenere questo fenomeno negativo.

Durante la precedente amministrazione Municipale il governo di centro destra del Municipio IV (ora III) tentò anche in collaborazione con la società TERNA spa (che in loco ha un importante centro di smistamento dell’energia elettrica nonché uffici amministrativi e tecnici) di attivare strumenti di dissuasione delle attività di abbandono di oggetti, installando una serie di telecamere atte a scoraggiare queste pratiche distruttive dell’ambiente.

Dovrà essere istituito un servizio di monitoraggio della zona con la riqualificazione generale della stessa anche mediante l’affidamento dell’area alle associazioni di volontariato e di protezione civile.

 

8) Sicurezza

E’ uno dei problemi maggiormente sentiti dalla cittadinanza.

Specialmente nei quartieri più esposti alla presenza di insediamenti abusivi quali Sacco Pastore, Conca d’Oro e Vigne Nuove.

I residenti lamentano furti e la presenza di persone che potenzialmente potrebbero essere socialmente pericolose.

Non passa giorno senza che diversi cittadini denuncino furti e danneggiamenti ai propri autoveicoli.

Presso i campi rom abusivi non di rado vengono accesi dei fuochi (in particolare nelle ore serali e per mezzo di materiale quale plastica e gomme di autoveicoli) che producono notevoli emissioni di fumi tossici che invadono anche pesantemente l’aria dei quartieri limitrofi causando grandi disagi e fastidio ai residenti.

Spesso intere in intere zone l’illuminazione pubblica viene spenta anche per diverse settimane, con grave disappunto dei cittadini residenti.

Sarà necessario rafforzare tutti i sistemi di vigilanza anche per mezzo del potenziamento dell’organico del Commissariato Fidene/Serpentara.

 

9) Mercato di via Valdossola

Il mercato di via Valdossola esiste nel marciapiede centrale della stessa strada fin dagli anni ’60.

Esso è uno dei tipici mercati di zona, composto da chioschi autocostruiti e non eterogenei, ormai vetusti e gestiti (alcuni certamente in modo abusivo) da extracomunitari.

Rappresenta comunque un servizio utile nella zona, ma ormai versa in condizioni di estremo degrado (alcuni chioschi si presentano arrugginiti, antiestetici ed in pessime condizioni igieniche).

La cittadinanza chiede una sua riorganizzazione ed il suo trasferimento in un’altra area (sempre in zona) più idonea.

Tutte le amministrazioni precedenti si sono impegnate in tal senso ma tutte senza produrre alcun risultato.

La soluzione sta nella riorganizzazione dei banchi in modo che gli stessi possano essere collocati in maniera meno invasiva nella strada così da permettere una maggiore fruibilità ai cittadini ed agli operatori stessi.

 

10) Riqualificazione e rivalutazione di aree archeologiche di primissima rilevanza quali Ponte Nomentano, Villa di Faonte, Crustumerium

Nel Municipio III sono presenti numerose aree archeologiche di primaria importanza quali:

Ponte Nomentano: situato al terzo miglio della Via Nomentana, da cui trae origine il nome, il ponte Nomentano è il secondo punto di transito sull’Aniene a nord-est di Roma. Fu insieme al  ponte Milvio tra i ponti extraurbani più importanti della città.  Rimasto intatto, nel modo in cui lo ridussero lavori condotti nel XV secolo, è oggi molto degradato. Notevoli sono gli archi ribassati e i ballatoi sorretti da mensole in travertino. Costituisce un caratteristico esempio di ponte con funzioni strategico-militare e non veicolare con scarsa urbanizzazione circostante.

Presso di esso sono accaduti numerosi fatti storici quali l’incontro fra Papa Leone III e Carlo re dei Franchi nell’anno 800 (subito dopo Carlo fu incoronato Imperatore e divenne così “Magno”) o lo stanziamento delle truppe dell’esercito italiano che poi mossero furono protagoniste della famosa vicenda della Breccia di Porta Pia che si concluse, il 20 settembre 1870, con l’annessione dello Stato Vaticano e della città di Roma all’Italia Unita.

Villa di Faonte: Viene comunemente denominata Villa di Faonte l’area archeologica  compresa tra via delle Vigne Nuove e via Passo del Turchino caratterizzata dalla presenza di strutture pertinenti ad una villa privata che si trovava circa al sesto chilometro della via Nomentana tra questa e la via Salaria.

La villa venne descritta dal Nibby nel 1849 e poi dal Tomasetti e dal Lanciani che riferirono la presenza di murature in opus reticolatum che si estendevano sulla collina per una superficie di circa 300 mq e la presenza di un criptoportico, in seguito riconosciuto essere in realtà una cisterna, addossata al lato sud della collina.

Nerone nel giugno del 68, cercando di sfuggire agli uomini di Galba che ormai aveva ottenuto l’appoggio da parte del senato, scappò da Roma, trovando asilo presso la villa del liberto Faonte, dove si tolse la vita per non essere catturato. Questa vicenda viene ampiamente narrata da Svetonio nella Vita di Nerone.

Crustrumerium: Crustumerium, secondo gli autori antichi, era una città affacciata sul Tevere tra Eretum e Fidenae; grazie a queste precise testimonianze, cui deve aggiungersi l’indicazione dell’esatta distanza da Roma lungo la via Salaria, è risultato agevole identificare il sito storico, segnato da una vasta area di materiali archeologici di superficie.

La città, latina per la maggioranza degli autori antichi, sembra nascere tra X e IX secolo a.C. e fin dall’inizio la sua storia si collega alle vicende della nascita e dello sviluppo di Roma; fra l’altro, è uno dei centri protagonisti del celebre episodio storico-leggendario del Ratto delle Sabine.

Raggiunge l’apice della sua fioritura nei secoli VII e VI a.C.; il suo declino è segnato, alla fine del V sec., dalla inarrestabile espansione di Roma.

Crustumerium, infatti, è l’unico centro dell’antica civiltà laziale non compromesso dalla moderna urbanizzazione e in tutta l’area il paesaggio è straordinariamente conservato.

Attualmente l’area della città antica è conosciuta, solo nelle grandi linee, grazie a ricognizioni di superficie e a sporadici scavi della Soprintendenza Archeologica di Roma (dal 1982) che hanno tuttavia permesso la scoperta di circa duecento sepolture ed il recupero di notevoli corredi tombali composti da ceramiche e bronzi (circa 120 pezzi sono stati recuperati nella sola tomba 9, scavata nel 1987 in loc. Monte Del Bufalo).

Gli scavatori clandestini negli scorsi decenni sono riusciti a depredare migliaia di sepolture (numerosi oggetti di notevole valore sono comparsi recentemente nei mercati antiquari esteri), causando ingenti danni al patrimonio scientifico e compromettendo in parte la ricerca futura.

Tutta l’area dell’abitato, delle necropoli circostanti e parte del territorio dell’antico centro per un’estensione di circa 440 ettari, è tutelata ai sensi delle leggi 1089/39 e 1497/39.

Un settore di 58 ettari comprendente parte delle aree funerarie di Monte Del Bufalo e Cisterna Grande è stato acquistato dalla Pubblica Amministrazione nel 1998.

Queste importanti aree archeologiche devono assolutamente essere tutelate maggiormente e riorganizzate così da permetterne la visita e l’utilizzo culturale nonché in modo che possano essere strumento di aumento del flusso turistico in zona.